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Paragrafo 2 . Le origini delle guerre d'Italia.
     
Gli  scontri per la supremazia europea che Francia, Spagna  ed  impero
ingaggiarono fra loro nei primi decenni del Cinquecento sul territorio
italiano,   coinvolsero  profondamente  i  locali   stati   regionali,
palesando  la  loro debolezza di fondo, ben analizzata da Machiavelli.
Le  modeste dimensioni, la cura del proprio interesse "particolare"  e
l'inimicizia reciproca spingeva gli stati italiani ad unirsi ora ad un
principe  straniero,  ora  ad  un altro, con  una  strategia  politica
deleteria  che  li avrebbe condotti alla perdita della  libert  o  al
vassallaggio.  La  politica d'equilibrio, che aveva intessuto  con  un
certo  successo Lorenzo il Magnifico, si disintegr. Se  nel  Medioevo
erano  stati  i poteri universali, intrisi di ideologie  religiose,  a
fomentare  in  Italia  guerre e divisioni, nel corso  del  Cinquecento
sarebbero  state le esigenze espansionistiche delle grandi  nazioni  e
degli  imperi  a  sconvolgerne l'assetto. Dapprima  si  mossero  i  re
francesi, alla testa di forti eserciti, desiderosi di imporre la  loro
supremazia su un territorio ricco, ma fragile.
     Questa  fase  della  storia  politica  europea  cominci  con  la
discesa in Italia del re di Francia, Carlo ottavo (1483-1498).
     Consapevole  della  potenza del suo stato  e  del  suo  esercito,
appoggiato  dai mercanti e dai nobili, egli cercava un  trampolino  di
lancio  per  un'ulteriore espansione francese nel Mediterraneo;  e  lo
individu  nel  regno di Napoli, da lui rivendicato  in  quanto  erede
degli Angi.
     Dopo   essersi   cautelato,  con  trattati  e  concessioni,   nei
confronti  delle  potenze confinanti, nel 1494  pass  nel  territorio
italiano  e,  grazie a principi conniventi, come Ludovico  il  Moro  e
Piero de' Medici, o timorosi, arriv facilmente a Napoli, costringendo
alla  fuga  Ferdinando  secondo  d'Aragona,  che,  odiato  dai  baroni
meridionali, venne abbandonato al suo destino. Davanti al pericolo  di
un'egemonia  francese, gli italiani costituirono tuttavia un'alleanza,
cui  si  unirono la Spagna e l'impero. Carlo ottavo decise  allora  di
ritirarsi:  evitato l'accerchiamento delle truppe  con  le  quali  gli
stati  italiani,  a  Fornovo  sul Taro, presso  Parma  (luglio  1545),
avevano cercato di sbarrargli la strada, fece ritorno in Francia.  Nel
frattempo  gli  spagnoli  di  Ferdinando  il  Cattolico  cacciavano  i
francesi da Napoli, reinsediandovi gli Aragona.
     L'incursione  di  Carlo  ottavo, anche  se  si  concluse  con  un
fallimento, dette inizio alle guerre d'Italia. Esse scaturirono  dalla
contesa per l'espansione nella penisola tra il regno francese e quello
spagnolo,  e  terminarono, in questa prima fase,  nel  1515,  per  poi
riaccendersi  nell'ambito  di  una  conflittualit  estesa  all'intera
Europa. Le vicende diplomatiche e le campagne militari, che opposero i
re  di  Francia Luigi dodicesimo (1498-1515) e Francesco primo  (1515-
1547)   a  Ferdinando  il  Cattolico  (1479-1516),  sono  estremamente
intricate:  le ricostruiremo analizzando gli effetti che  esse  ebbero
sulla situazione degli stati italiani.
